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Traguardi

L’attività dell’UNII – Unione Navigazione Interna Italiana è essenzialmente promozionale e pertanto ha effetti soprattutto sullo sviluppo della rete idroviaria, dei traffici di navigazione interna e dei flussi di navigazione turistica. Fin dalla sua costituzione, l’UNII si è distinta per la realizzazione di importanti azioni di coordinamento, informazione e sensibilizzazione, anche attraverso l’organizzazione e la partecipazione a convegni e manifestazioni nazionali e internazionali a sostegno del settore.

 

Risultati raggiunti

Tra i principali risultati ottenuti ricordiamo gli interventi che hanno portato all’approvazione di fondamentali leggi relative al settore navigazione interna che prevedevano dei finanziamenti determinanti per lo sviluppo del settore e della rete idroviaria. L’impegno dell’UNII è stato determinante sia per l’approvazione della legge 380/90, sia per la definizione del tracciato del Sistema Idroviario Padano Veneto, sia per l’ottenimento delle risorse messe a disposizione per le infrastrutture.

 

1990 – legge 380/90

Il tracciato del Sistema Idroviario Padano Veneto è stato approvato, assieme al Piano poliennale della sua attuazione, dal Decreto del Ministro dei trasporti del 25 giugno 1992. Il piano prevede una valutazione sommaria degli investimenti, che necessita di precisazioni e revisioni, e comprende interventi sulle seguenti tratte navigabili:

1. Po da Casal Monferrato a foce Ticino km 65,0
2. Po da foce Ticino a mare km 389,0
3. Fiume Ticino da Pavia alla confluenza con il Po km 7,0
4. Fiume Mincio da Mantova alla confluenza con il Po km 21,0
5. Canale Po – Brondolo (Chioggia) km 19,0
6. Idrovia Fissero – Tartaro – Bianco – Po di Levante km 135,0
7. Idrovia Litoranea Veneta: da Portegrandi a foce Isonzo km 130,0
8. Canale Milano – Cremona km 66,5
9. Idrovia Ferrara – Ravenna (Idrovia Ferrarese estesa) km 87,0
10. Canale Padova – Venezia km 28,0

Idrovie in avanzato stato di realizzazione:

Idrovia Fissero – Tartaro – Canal Bianco – Po di Levante per la parte non ancora aperta all’esercizio: gli interventi necessari per il suo completamento sono molto limitati consistendo in lavori di innalzamento di due ponti, in parte già appaltati, e in lavori di sistemazione di alcune sponde.

Canale Padova – Venezia: l’opera può essere considerata realizzata per il 50%.

Idrovie in fase di progetto:

Canale Milano – Cremona, tra Pizzighettone e Milano

Idrovia Ferrara – Ravenna, che costituisce un’estensione dell’Idrovia Ferrarese già in essere.

I collegamenti con Milano e Ravenna comporterebbero costi molto elevati, ma inserirebbero nel Sistema Idroviario Padano Veneto alcuni centri di grande capacità di generazione di traffico. La necessità di trasferire il traffico stradale su altre modalità di trasporto, sancita dalla programmazione nazionale dei trasporti e dalle sue leggi di attuazione, rende concreta la previsione di una realizzazione del Sistema Idroviario Padano Veneto in tempi ridotti.

 

1998 – leggi 194/98 e 413/98

In particolare, possiamo citare i finanziamenti della Legge 18 giugno 1998, n. 194 che autorizzava la spesa di lire 20 miliardi per l’anno 1997 e di lire 30 miliardi per ciascuno degli anni 1998 e 1999 e la Legge 30 novembre 1998, n. 413 sul rifinanziamento degli interventi per l’industria cantieristica ed armatoriale ed attuazione della normativa comunitaria di settore. L’art. 11 della suddetta legge precisa che, ai fini del risanamento del Sistema Idroviario Padano Veneto è autorizzato un limite di impegno quindicennale di lire 40 miliardi annue a decorrere dall’anno 2000.

 

1999 – Accordo di Chioggia

Azienda Speciale Porto di Chioggia

Azienda Speciale Porto di Chioggia

Conseguentemente, il 13 marzo 1999 a Chioggia è stato firmato il Protocollo d’intesa per lo sviluppo del Sistema Idroviario Padano Veneto, sottoscritto dal Ministro dei Trasporti e della Navigazione, Tiziano Treu e dagli Assessori ai Trasporti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Valter Santarossa, della Regione Emilia Romagna, Vittorio Pieri, della Regione Lombardia, Giorgio Pozzi, della Regione Piemonte, William Casoni e della Regione Veneto, Raffaele Bazzoni.

 

Dal 2000 ad oggi

In seguito all’approvazione di queste leggi e dei finanziamenti erogati, le regioni coinvolte hanno potuto investire nello sviluppo di infrastrutture che hanno avuto un forte impatto sulla fruizione del territorio da parte di operatori economici, cittadini e turisti.

La Regione Veneto è tra le regioni che hanno investito enormi risorse sulla sistemazione di molti dei punti neri che creavano seri ostacoli alla navigazione sia commerciale che turistica. Per esempio, l’avvio dell’apertura automatica delle conche di navigazione che vede un’unica sala operativa a Cavanella d’Adige con controllo da remoto, ha segnato un giorno memorabile per la storia delle acque interne e risolto numerosi colli di bottiglia che si erano creati lungo i percorsi navigabili.

 

 

Obiettivi

L’UNII sta creando, assieme ai tecnici e agli operatori che da sempre danno un contributo fattivo alle nostre attività, una proposta concreta di modifica alle leggi che disciplinano la navigazione interna. Le proposte di modifica presentate dall’UNII al Ministero dei Trasporti, mirano a risolvere molti dei problemi che ora ostacolano la navigazione fluviale e fluvio marittima, frenando la spinta verso l’alto al potenziamento di questa via alternativa per i traffici che sono le vie d’acqua interne e la retroportualità.

Forti dei risultati ottenuti finora, e grazie alle attività che l’UNII continua a svolgere costantemente, si avvicina l’obiettivo principale dell’associazione, che è quello di ottenere un efficiente sistema di trasporto attraverso le vie d’acqua in Italia, come già accade in altri paesi europei.