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Lagune

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La laguna di Venezia

 

La Laguna di Venezia o Laguna veneta è una laguna del Mare Adriatico settentrionale, lungo le coste del Veneto. La superficie della laguna è di circa 550 km², di cui l’8% sono occupati da terra (Venezia stessa e le molte isole minori). Circa l’11% è permanentemente composto d’acqua, o canali dragati, mentre circa l’80% sono piane di marea fangose, paludi d’acqua salmastra o le artificiali casse di colmata. La laguna e Venezia sono state inserite nel 1987 nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

Per informazioni precise e dettagliate è possibile consultare il sito e la mappa interattiva della laguna di Venezia dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti .

 

Le isole minori

Un viaggio alla scoperta delle isole ‘minori’ della laguna di Venezia, luoghi silenziosi, purtroppo spesso disabitati, regni incontrastati della vegetazione e della fauna lagunare.

A poca distanza dall’affollata Venezia, queste isole, immerse in atmosfere surreali e fuori dal tempo, promettono ai pochi visitatori che vi si avventurano il fascino di un’escursione tra natura e storia, tra acqua e cielo.

 

Isola di San Servolo

San Servolo è un’isola, situata in bacino San Marco, dalla storia millenaria (il primo insediamento risale alla fine del 600) ma soprattutto è una delle poche a poter vantare una storia attuale. Recuperata grazie alla Provincia di Venezia, San Servolo oggi ospita un’università internazionale, un centro congressi, un museo e un fitto programma di eventi dall’arte alla fotografia, dalla musica al cinema, dalla letteratura al teatro.

 

Isola della Certosa

Certosa, dista meno di 250 metri da S. Pietro di Castello, poco più di 500 metri dal Lido ed è vicina all’isola delle Vignole ed al Forte di Sant’Andrea. Deve il nome ai Padri Certosini di Firenze insediatisi nel 1424. Abbandonata per anni, ora l’isola della Certosa è un esempio di recupero integrato, grazie ai finanziamenti U.E., ai fondi della Legge Speciale e al Comune di Venezia, con la costituzione di un parco, con la creazione di un polo nautico, Vento di Venezia, e con il recentissimo insediamento dell’Istituto Europeo del Design.

 

Isola di Santa Cristina

Santa Cristina si trova nella laguna settentrionale a nord di Treporti. Per estensione è la più grande delle 33 isole minori della laguna veneta.
L’isola di Santa Cristina era anticamente conosciuta con il nome di San Marco. Ora è di proprietà privata.

 

Isola di Sant’Erasmo

S. Erasmo si trova nel bacino centro-settentrionale. Fino all’800 si trattava di un lido vero e proprio, posto di fronte al mar Adriatico. Poi, con la realizzazione delle dighe foranee alle bocche di porto, l’azione di deposito delle correnti creò la duna di Punta Sabbioni. Marziale descrive l’isola, anticamente denominata Alba o Mercede, come una ridente zona di villeggiatura con terreno fertile e grandi pinete. Ha svolto per secoli e ancora in parte svolge la funzione di ‘orto’ di Venezia.

 

Isola di San Giacomo in Palude

San Giacomo in Palude si trova nella laguna centrale a nord-est di Murano. Sull’isola la presenza d’insediamenti stabili d’epoca alto-medioevale, se non precedenti, trova conferme in alcuni recenti ritrovamenti archeologici.
Nell’estate 1975, dopo un periodo di abbandono, la Biennale di Venezia usò uno dei capannoni militari, per rappresentazioni teatrali decentrate.

 

Isola di Lazzaretto Nuovo

Lazzaretto Nuovo si trova nella laguna centrale. La sua posizione era strategica poichè vicina a S. Erasmo, all’epoca principale bocca di porto lagunare. Come Poveglia e S. Clemente fu stazione, già in epoca romana, della Fossa Popilia, che congiungeva Chioggia ad Altino. Ma lunga e intensa fu la vita di quest’isola che dal 1468 prende il nome odierno con l’istituzione del lazzaretto per la quarantena di uomini e merci sospettati di contagio della peste. Dopo un periodo di abbandono, l’isola è rinata grazie all’Associazione Ekos Club e all’Archeoclub Venezia.

 

Isola di Salina

Salina si trova nella laguna settentrionale. Coincide con il nucleo centrale dell’antichissima isola di San Felice, una delle pievi che componevano l’arcipelago di Ammiana. Il toponimo che la caratterizza venne introdotto verso la metà del secolo scorso, allorchè la motta di San Felice, ormai abbandonata da secoli, fu prescelta quale sede degli edifici direzionali di un grande impianto per la produzione di sale marino.
L’isola è oggi di proprietà privata.

 

Isola di San Lazzaro degli Armeni

San Lazzaro degli Armeni è una piccola isola nella laguna sud, casa madre dell’ordine dei Mekhitaristi. Uno dei primi centri del mondo di cultura armena, ha una lunga tradizione di ospitalità: Lord Byron ha studiato l’armeno in isola nel 1816 e si racconta che amasse molto la speciale Vartanush, marmellata di petali di rosa che i monaci producono tuttora grazie ai rosai coltivati nell’isola.

 

Isola di San Francesco del Deserto

San Francesco del Deserto si trova di fronte a Sant’Erasmo. Oasi di pace e di misticismo, si presenta con il suo inconfondibile profilo di cipressi. La fondazione dell’eremo viene tradizionalmente fatta coincidere con il soggiorno in laguna nel 1220 di S. Francesco d’Assisi di ritorno dall’Egitto, ma rimangono ancora molti dubbi sia sulla veridicità del fatto sia su un eventuale ruolo attivo di S. Francesco nella creazione dell’insediamento. La denominazione di San Francesco del Deserto deriva dal fatto che, un paio di secoli dopo l’insediamento dei frati francescani, il deperimento dell’isola li indusse ad abbandonarla per poi ritornarvi nel 1453.

 

Isola delle Vignole

L’isola de Le Vignole, nella laguna centrale, si presenta come un lungo dosso sabbioso cuneiforme posto tra il porto di S. Erasmo e quello del Lido. Anticamente denominata Biniola, o anche “delle sette vigne”, era uno dei luoghi privilegiati di villeggiatura degli abitanti di Altino prima e di quelli di Venezia poi. Secondo il poeta Marziale, la magnificenza delle residenze era superiore a quella di Pozzuoli.

 

Isola di Poveglia

Poveglia è un’isola della laguna sud posta di fronte a Malamocco. A seguito dell’invasione longobarda nel VI secolo e della distruzione di Padova, Popilia divenne uno dei centri di reinsediamento delle popolazioni in fuga. Si spopolò durante la Guerra di Chioggia per permettere l’installazione di opere difensive. Fu abbandonata nel corso dell’ultimo secolo ed è attualmente oggetto di recupero.

battello delta tour

 

Laguna nord e le Isole Maggiori

Questa escursione di interesse non solo paesaggistico ma anche etnografico e culturale, vi condurrà nel cuore storico, artistico e popolare della laguna nord che si offre e si svela al visitatore nei molteplici e contraddittori aspetti della sua attuale realtà. Un’esperienza suggestiva, da vivere per un giorno intero, senza fretta, con l’animo disposto alla scoperta e allo stupore che suscitano la bellezza della natura e le tracce della storia di cui questa parte della laguna è stata teatro.

 

Mazzorbo

Ad accoglierci per prima in quest’”altra Venezia”, immersa nella tranquillità surreale della laguna, troviamo il paesaggio solitario e discreto di Mazzorbo. Mentre nella vicina Mazzorbetto, raggiungibile solo in barca, la vegetazione è lussureggiante e selvatica, Mazzorbo è popolata da poche, semplici case colorate che si alternano a orti e vigneti. A pochi minuti di cammino, incontriamo la trecentesca chiesetta conventuale di Santa Caterina, una delle ultime vestigia dell’antica Maiurbium piena di monasteri, chiese e ville nobiliari. Preceduta da un piccolo e suggestivo atrio pavimentato a spina di pesce, la chiesetta è affiancata da un bel campanile a cupola, nel quale è custodita la più antica campana della laguna. La chiesetta è circondata da un piccolo parco pubblico, un tempo vecchio cimitero, dove vale la pena soffermarsi ad ammirare il paesaggio circostante.

 

Burano

Proseguiamo la nostra passeggiata attraversando il ponte di legno che ci porta a Burano, vivace isola di pescatori, come si può notare dalle barche ormeggiate lungo rive e canali. Noncurante dell’attivismo sfrenato che domina a pochi chilometri di distanza, ancora oggi quest’isoletta sembra conservare immutati i suoi ritmi, le sue tradizioni, i suoi colori. Una vera e propria esplosione di colori colpisce infatti il visitatore che non è mai stato da queste parti. Vi consigliamo perciò di rallentare il passo e di godervi una passeggiata in questo luogo di suggestioni dove lentezza, identità e senso della comunità sembrano essersi impossessate del tempo e dello spazio. Lasciando correre lo sguardo lungo i muri colorati delle case, dove sventolano lenzuola stese e su cui spiccano i riquadri bianchi di porte e finestre, vi capiterà forse di vedere ancora un’anziana signora seduta davanti all’entrata di casa, intenta a lavorare un merletto, un tempo principale attività produttiva dell’isola e oggi una delle sue maggiori attrazioni turistiche. Oltrepassando la schiera di piccole botteghe di merletti che tentano di aggiudicarsi i turisti in cerca di un illusorio souvenir di manifattura artigianale, raggiungerete la piazza principale dell’isola, intitolata al celebre musicista barocco “buranello”, Baldassarre Galuppi. Qui, a chi volesse saperne di più sull’antica arte del merletto, consigliamo una visita al Museo del Merletto.

 

Torcello

Houseboat a MuranoDopo pochi minuti di navigazione si trova la vicina isola di Torcello. L’approccio con quella che un tempo fu la “capitale” della laguna nord e i cui abitanti si contano oggi sulle dita di una mano, vi sorprenderà per l’aspetto rustico e desolato con cui quest’isola si offre al visitatore. Poche case isolate, siepi, prati inselvatichiti e qualche orto qua e là sono gli unici indizi di una lontana presenza umana agli occhi di chi, nel silenzio assorto e indolente di questo luogo semideserto, tenta di immaginarsi un’operosa e affollata città marinara e portuale, splendente di chiese e palazzi, centro di quello che in passato fu il cuore della vita economica e sociale della civiltà veneziana.

Scesi dal battello, costeggiando lo stretto canale sulla sinistra, incontrerete dopo poco il solitario ponte del Diavolo, che, secondo la leggenda, appare al centro di questo ponte sotto forma di gatto nero, ogni notte del 24 dicembre. La percezione di trovarvi in un’isola fantasma lascerà il posto all’impressione di trovarvi in un luogo surreale quando arriverete sul sagrato erboso attorno a cui si stringe il cuore di mattoni rossi della basilica di Santa Maria Assunta la più antica della laguna, affiancata dal suo battistero, il martyrium di Santa Fosca, il campanile e i Palazzotti del Consiglio e dell’Archivio, oggi sede del Museo dell’Estuario con le sue sezioni Archeologica e Medievale. Al centro della piazzetta vedrete un antico sedile di marmo, usato dai Tribuni per amministrare la giustizia, ma che, secondo una leggenda popolare, sarebbe stato il trono di Attila, il Re degli Unni, passato di qua per seminarvi distruzione e desolazione.

Il contrasto tra lo splendore raffinato dell’architettura bizantina e l’avanzare lento e costante della natura accentuano ancor di più la sensazione che si ha di trovarsi in un’isola-museo, icona e custode insieme del proprio antico splendore. Visitate gli splendidi marmi e i mosaici bizantini che ornano i pavimenti e le pareti dell’interno della basilica e inoltratevi negli incolti retrostanti, dove potrete passeggiare quasi interamente su banchine lastricate, prima di salire sul campanile, punto di vista ideale per scorgere il paesaggio lagunare nella sua intricata complessità. Scesi dal campanile potrete concludere la visita di Torcello con una passeggiata in piena barena, lungo l’argine che costeggia uno dei tanti ghebi di questa laguna.

 

Murano

Divisa in nove isolette, attraversata da un ampio canale, Murano è l’isola del vetro soffiato: una tradizione antica, tuttora vivissima, che ha visto impegnate in questa magica lavorazione intere generazioni di muranesi. Il Museo del Vetro è oggi meta irrinunciabile per chi voglia documentarsi sull’arte della produzione vetraria a Venezia. A Palazzo Giustiniani, un tempo prestigiosa sede dei Vescovi di Torcello, il museo presenta una ricchissima collezione di oggetti e vetri decorati prodotti dal XV sec. ai giorni nostri, testimonianze dei mutamenti del gusto e dello stile, della sperimentazione di nuove tecniche, di una tradizione a cui l’isola deve la propria ricchezza e notorietà.

A poca distanza dal museo, la Basilica dei Santi Maria e Donato rappresenta uno dei migliori esempi di stile veneto-bizantino: interessanti le decorazioni esterne dell’abside e, all’interno, i mosaici del pavimento con motivi ornamentali che risalgono all’epoca della costruzione della basilica (1140). Delle originali decorazioni interne rimane un mosaico bizantino mentre la lunetta sopra la porta del Battistero fa da cornice a un dipinto di L. Bastiani (1484).

 

La Laguna Sud e le sue Valli da pesca

Sospese tra acqua e terra, le valli che si estendono al di là della Romea nel territorio di Campagna Lupia offrono uno dei paesaggi lagunari più belli e affascinanti del mondo, particolarmente ‘magici’ in certi tramonti rossi. Frutto di millenari interventi dell’uomo per modellare la natura, contenere il mare o guadagnare la terra, le ‘valli chiuse’ arginate sono nove, appartenenti al Demanio e vengono utilizzate dai privati che le hanno in concessione per la pescicoltura di cefali, branzini, sogliole e orate.

Cason ZappaCuore pulsante di quest’area lagunare sono i duecento ettari di valle Averto gestiti dal WWF, che ha dato vita a un’Oasi faunistica dove è stato risanato un sistema ecologico ideale per la sosta e la nidificazione di varie specie di uccelli migratori. Dotata di un “museo del territorio” con cavana e lavoriero restaurati, rimboschita con la flora originale: pioppi, bianchi e neri, salici, aceri campestri, ontani neri, farnie, l’oasi è ricca di animali di ogni tipo, che si possono vedere seguendo percorsi mimetizzati o nascondendosi in capanne di canna. Tra i mammiferi: bufali (introdotti alcuni anni fa), nutrie, tassi, volpi, faine, donnole, puzzole. Tra gli uccelli che svernano: germani reali, folaghe cormorani. Tra i residenti: l’airone cenerino, l’airone bianco maggiore, il martin pescatore, il falco di palude e il cigno reale. D’estate si possono ammirare aironi rossi nidificanti, garzette, cavalieri d’Italia, pettegole, totani, pantane, spatole, piovanelli. Durante le migrazioni il falco pescatore e molte specie di anatre. Ogni tanto si può incontrare anche il fistione turco che ha pure nidificato nell’area ed è stato scelto come simbolo dell’oasi.

Sempre al di là della Romea, nei dintorni di Campagna Lupia, partendo da Canale Cornio, antico ramo del Fiume Brenta, si può visitare un’altra splendida Valle ricca di flora e fauna dove si trovano diversi casoni da pesca, tra i più noti Cason Zappa, antica struttura adibita a punto per la cattura del pesce.  Poco distante proseguendo con la navigazione, si trova Valle Figheri, con l’omonimo casone, raggiungibile anche dalla SS Romea. Il percorso tra queste speciali valli Averto, Cornio e Figheri, compone un vero e proprio itinerario naturalistico tra le valli da pesca e i Casoni, le escursioni previste possono essere di varia natura, si possono visitare questi luoghi di straordinaria bellezza per natura, storia e colori sia in barca, che a piedi oppure, per i più sportivi, pedalando in bicicletta.

Valle Vecchia

Lasciandosi alle spalle le splendide valli da pesca e dirigendosi verso il litorale di Pellestrina, si può raggiungere un territorio ‘cerniera’ tra ambienti unici come la Laguna Veneta, l’alto Adriatico, il Delta del Po e le aste terminali dei principali fiumi italiani, Chioggia e Sottomarina (Lido), luoghi che offrono ampie possibilità d’immersione nella natura e momenti di svago e di divertimento. Alle classiche attività della vita di mare e di spiaggia il litorale abbina potenzialità d’immersione diretta dentro la natura o in ambienti particolari costruiti dalla sapienza di molte generazioni succedutesi nei secoli, che hanno tramandato il loro modo di vivere.

La stessa tranquilla e fluttuante distesa del mare offre curiosità e gioielli d’inestimabile valore come le Tegnùe, sedimenti rocciosi posti di fronte al litorale, dal 2002 area di tutela biologica, che derivano il nome dal fatto che le reti dei pescatori vi si impigliavano, venivano ‘trattenute’. Ritenuta un tempo città sommersa, con resti di campanili e palazzi, l’area è caratterizzata da un alone di sacralità, che permane nel suo ruolo di nursery, ambito nel quale alcune specie di pesce possono crescere indisturbate e dove nel tempo è andato formandosi una varietà di flora e fauna di invidiabile pregio, meta di escursioni sub acque e per gli appassionati del mare. Per chi ama rimanere con i piedi sulla terra non mancano siti e mete incantevoli, come la riserva naturale integrale Bosco Nordio a sud, l’area del forte San Felice a nord, o l’anello ciclo pedonabile attorno alla Laguna del Lusenzo, tra i centri storici di Chioggia e di Sottomarina, e nel Lungo laguna di Sottomarina, o ancora le foci dei fiumi e i percorsi tra canali.

E’ presente inoltre, presso l’Isola dell’Unione a Sottomarina una base per il noleggio di houseboats come nuova formula di far vacanza dal 1986, prima in Italia. Il territorio meravigliosamente unico, la forza di volontà e una preparazione tecnica organizzativa adeguata hanno reso questa avventura imprenditoriale una realtà consolidata ed apprezzata. Chioggia ne è da sempre la sede e prima base. La particolare e costante brezza rende il mare di Sottomarina e Isolaverde il luogo preferito per gli amanti degli sport acquatici come surf, windsurf, kite surf, canoa, kayak, dragon boat e vela. Dal 1947 è presente a Chioggia il Circolo Nautico di Chioggia che raduna appassionati di vela. Gli amanti della pesca sportiva e della pesca d’altura troveranno a Chioggia delle imbarcazioni che sono in grado di offrire escursioni in mare quotidiane.

Alternative molto piacevoli e sempre più richieste dagli ospiti della cittadina veneta sono l’ittiturismo e il pescaturismo, che permette di trascorrere una giornata in barca guidati dai pescatori del posto, alla scoperta dei miti e delle tradizioni chioggiotte. In questo modo è possibile raggiungere località altrimenti inaccessibili e scoprire gli scorci più suggestivi della laguna veneta. Infine, il pesce che si è pescato viene cucinato secondo le ricette tipiche e gustato direttamente a bordo.

Base house boat Sottomarina

 

La Laguna di Caorle

Il territorio di Caorle incarna l’identità di un luogo sospeso tra terra e acqua, dove nei secoli la laguna ha lasciato spazio alla bonifica agraria. La varietà di ecosistemi, le bellezze naturali e paesaggistiche, i simboli di un’identità culturale forgiata nel tempo. Passeggiando tra laguna e bonifica oggi è ancora possibile trovare scorci di una realtà tradizionale che si è lentamente persa nei fumi dello sviluppo turistico, alla ricerca di silenzi vibranti, sapori antichi e paesaggi inconsueti.

La modalità migliore per visitare un ambiente lagunare non può che essere quella di navigare lentamente lungo i suoi corsi d’acqua. Osservare dalla giusta prospettiva i casoni, alla ricerca di qualche minuto di silenzio che ci faccia cogliere gli innumerevoli suoni che la natura sa emettere in questo ambiente. Nella laguna di Caorle la presenza di grandi spazi di laguna aperta è però ridotta, poiché grande parte della superficie acquea è occupata da valli da pesca arginate e private. Per questo motivo spesso si propone come accessorio al giro in barca, la visita di questi luoghi su percorsi adatti all’uso della bicicletta. Alcuni tra gli aspetti maggiormente interessanti dell’area lagunare e litoranea compresa tra Caorle e Bibione sono infatti legati all’esistenza di un tratto di litorale non ancora urbanizzato (Valle Vecchia). Il nome di “valle” identifica uno specchio d’acqua delimitato, all’interno di una laguna, da un sistema di argini. La laguna di Caorle e Bibione comprende al suo interno i seguenti ambienti vallivi: Valle Zignago, Valle Perera, Valle Grande (detta anche Valle Franchetti), Valle Nova, Vallesina e Vallegrande di Bibione.

Nei territori di Caorle e Bibione si conservano numerosi significativi esempi delle costruzioni tipiche dell’area lagunare-valliva, conosciute con l’appellativo dialettale veneto di “casoni”. Si tratta di esempi di architettura ancestrale, caratterizzata da un disegno di particolare semplicità, ma al tempo stesso da una rustica funzionalità e soprattutto dall’impiego di materiali da costruzione tratti direttamente dall’ambiente fluviale e lagunare e sottoposti a lavorazioni elementari. Fin dalle lontane origini, i casoni erano adibiti ad abitazione permanente di famiglie dedite all’attività di pesca e di caccia. Essi venivano costruiti in prossimità delle sponde dei grandi alvei lagunari, dei bacini vallivi o sugli affioramenti insulari più elevati ed erano spesso raggiungibili soltanto mediante imbarcazioni. A Caorle e Bibione i casoni che resistono alle ingiurie del tempo, sono complessivamente alcune decine. Essi sono collocati in diverse località. In un caso, all’estremità meridionale della Palude delle Zumelle, presso il Terzo Bacino di Bibione, è stato inoltre realizzato un piccolo nucleo di casoni dotati di moderne soluzioni tecnologiche, quali il riscaldamento a pavimento mediante acque termali. I luoghi ove si possono osservare gli esempi più significativi di casoni caorlotti sono comunque i seguenti:

Bocca di Volta: vi si conserva un autentico e suggestivo “villaggio”, ovvero un nutrito nucleo di casoni, collocati sulla sponda destra di Bocca di Volta e risalente al XVII secolo. Alcuni dei casoni attuali sono tuttora utilizzati dai pescatori che svolgono la propria attività nei canali limitrofi.

Destra Nicesolo e Falconera: dal villaggio di Bocca di Volta e fino a Falconera, lungo l’argine destro del Nicesolo inferiore, si colloca una sequenza di numerosi casoni e di “cavane” di foggia e dimensioni diverse, spesso adibiti a funzioni di soggiorno ricreativo e talvolta in rovina.

Valle Vecchia: vi si trovano alcuni casoni, collocati presso l’argine di Falconera, all’estremità occidentale dell’area, lungo il canale Baseleghe, in piena superficie di bonifica e presso l’estremità orientale denominata Punta Lunga. Questi ultimi, in numero di tre, sono da considerarsi ormai perduti a causa della forte erosione del litorale.

Litoranea Veneta: all’altezza della confluenza del canale di Lugugnana nella Litoranea Veneta, a nord della Vallesina di Bibione, si trovano due grandi casoni in ottimo stato di conservazione e adibiti a soggiorno ricreativo.

Prati Nuovi: presso la sponda sinistra del canale dei Lovi, immediatamente a monte dell’idrovora collocata presso lo sbocco del canale Loregolo si trova un bell’esempio di casone circondato da folti tamerici e anche in questo caso adibito a funzioni di soggiorno ricreativo.

 

La Laguna di Grado

L’Adriatico è dominato prevalentemente da due venti: la bora che spira da Nord-Est, fresca ed asciutta, e lo scirocco che sale da Sud-Est, caldo e umido. La possibilità di orientare nei due sensi la navigazione ha, nell’antichità, consentito lo sviluppo di collegamenti marini. Le navi di Giulio Cesare mantenevano, infatti, i collegamenti con le legioni di stanza ad Aquileia, utilizzando l’alterno spirare dei due venti. L’isola di Grado era il primo approdo di questi antichi navigatori che, dall’isola, risalivano poi la laguna e il fiume Natissa fino ad Aquileia. La laguna di Grado si estende da Fossalon di Grado fino all’isola di Anfora, all’altezza della foce dei fiumi Ausa e Corno.

Oltre 12mila ettari di estensione, la laguna di Grado, che prosegue ad occidente con quella di Marano, è la più bella dell’intero bacino Mediterraneo, con il suo fronte di cordoni litoranei lungo ben 25 chilometri. Un intrigo di canali e valli fra le “mote”, come i gradesi chiamano le piccole isole lagunari, ricoperte di canne e di cespugli. Un piccolo mondo fantastico, immerso nella quiete della natura, che vede l’intrecciarsi di canali e rii, percorsi di fede dalle origini lontane, come testimonia il santuario mariano dell’Isola di Barbana, uno dei più frequentati d’Italia. La laguna, che occupa una superficie di circa 90 chilometri quadri, è divisa in un settore orientale (palù de sora) ed in uno occidentale (palù de soto) dalla diga sulla quale si snoda la strada che collega Grado alla terraferma.

Dal punto di vista naturalistico, la laguna si presenta ricca di essenze arboree, e in particolare di tamerici, olmi, pioppi, ginepri e pini. La fauna presenta una notevole varietà di volatili, tra i quali gabbiani, garzette, aironi cinerini, germani reali, rondini di mare. Di rilievo l’itticoltura, con la presenza di numerose valli da pesca. L’imbarcazione tipica degli abitanti della laguna è la batèla, a fondo piatto e manovrata a remi. La batèla, lunga in genere dai 5 ai 10 metri, è condotta da un rematore in piedi a poppa e può essere dotata di un albero. La laguna, che confina a occidente con la laguna di Marano, è attraversata in senso longitudinale dalla idrovia Litoranea Veneta, una via d’acqua che collega Venezia con la foce dell’Isonzo e Trieste.

La laguna occidentale (palù de soto) è la più estesa e ricca di isole. Fin dal passato era solcata da vie d’acqua che collegavano Grado al sistema portuale di Aquileia, così com’è stato recentemente evidenziato dal ritrovamento di una nave oneraria romana del I secolo d.C. È attraversata da numerosi canali, lungo i quali sono disposte le isole principali. Tra di esse è possibile ricordare, nei pressi di Grado, la piccola San Pietro d’Orio, che per secoli fu sede di un monastero, Ravaiarina, che oggi è dotata di valli da pesca e strutture ricettive, e Gorgo (già Santi Cosma e Damiano), che in passato ospitò una chiesa e, durante la prima guerra mondiale, una base area italiana. Allontanandosi da Grado e dirigendosi verso la laguna di Marano si incontrano, tra le altre, l’isola di Morgo, molto estesa e rinomata in passato per la sua produzione agricola, e l’isola dei Belli, che deve il suo nome alla leggendaria strega Bela che confondeva i naviganti. L’isola più occidentale è Anfora, che acquisì importanza strategica nel 1866, quando segnò il confine tra l’Italia e l’Impero Austro-Ungarico, che la dotò di una piccola caserma. Oggi ospita il piccolo abitato di Porto Buso.

La laguna orientale (palù de sora) è la più recente e la meno profonda. Dopo la bonifica dell’area del Fossalon, realizzata nella prima metà del secolo scorso, la sua superficie è sostanzialmente dimezzata. Rientra nella laguna orientale anche l’isola della Schiusa, creata recentemente con materiale di riporto e ormai interamente urbanizzata e integrata con Grado, cui è collegata con due ponti.

I CASONI

Sugli isolotti, che portano ancora gli antichi nomi gradesi, i pescatori vivevano nei casoni di paglia. Ora a restarvi tutto l’anno sono in pochi, ma i casoni rimangono l’emblema della laguna e restano la base d’appoggio per molti gradesi che vivono tuttora di pesca. In alcuni, trasformati in rustiche trattorie durante la bella stagione, è possibile trovare ottimi piatti di pesce, accompagnati da polenta e vino friulano. Il loro tetto appuntito è l’unico elemento che rompe con la piatta linea orizzontale della laguna. Pianta rettangolare e tetto di canne a forma di piramide, i casoni si costruiscono da sempre allo stesso modo utilizzando lo scarso materiale che si puo’ trovare sul posto: pali, canne, paglia e vimini. All’interno una sola grande stanza con il focolare, mentre la porta è orientata verso Ovest per riparare dal freddo dei venti che soffiano da est.

LA RISERVA DI VALLE CAVANATA

La riserva di Valle Cavanata è in realtà quanto rimane di un grande prosciugamento a fini agricoli effettuato tra le due guerre e che ha risparmiato la sola zona umida della Cavanata appunto. La Riserva si estende su 330 ettari di superficie ed è posta al limite orientale della laguna di Grado. Le valli lagunari utilizzate per l’allevamento del pesce, sono zone lagunari poco profonde, interrotte da velme e barene, completamente arginate e isolate idraulicamente dall’ambiente circostante. Il livello dell’acqua al loro interno viene regolato mediante l’apertura o chiusura delle chiuse. Qui si trova la maggior parte delle varie specie di anatre e le folaghe svernanti, i cormorani e varie specie di uccelli limicoli, legati, cioè, alle acque basse per l’alimentazione e la nidificazione. Per gli itinerari lungo la valle, esistono visite guidate. Consigliati la bicicletta ed il binocolo.

Eventi in barca

Il “Perdòn di Barbana”: tradizionale e affascinante festa che si celebra ogni prima domenica di luglio nella laguna di Grado. Un suggestivo corteo di barche, addobbate di magnifiche ghirlande di fiori, raggiunge il santuario mariano nell’Isola di Barbana, per sciogliere l’antico voto che i gradesi fecero alla Madonna affinché facesse cessare una terribile epidemia di peste. In seguito alla messa il corteo fa rientro a Grado, tra canti, preghiere e il rintocco delle campane.

Regata Open “Graisana”: il più importante evento velico di Grado, la storica e spettacolare regata è assolutamente da non perdere per chi ama il mare e la vela.

 

La Laguna di Marano

La Laguna di Marano, racchiusa tra l’ultima punta litoranea di Lignano Sabbiadoro e la Laguna di Grado, è un’area di una straordinaria bellezza paesaggistica che ospita una fauna e una flora unica e di grande valore naturalistico. Protetta dal mare aperto da una serie di isole e isolette, come quella di Sant’Andrea e quella di Martignano, nota anche come l’Isola delle conchiglie, è caratterizzata da una vegetazione palustre e dalla singolarità degli insediamenti temporanei dei pescatori, i tipici “casoni”, costruzioni fatte di canna e legno, che rendono la Laguna di Marano uno dei luoghi più interessanti dell’Alto Adriatico.

Marano

Le riserve naturali

Nella laguna di Marano trovi due riserve naturali: la Riserva delle Foci del Fiume Stella che comprende l’intero delta dell’omonimo corso d’acqua, raggiungibile solo via mare, e la Riserva della Valle Canal Novo costituita da una ex valle da pesca di circa trentacinque ettari. Ambedue di grande pregio naturalistico grazie all’eccezionale presenza avifaunistica, numerosissime specie di uccelli stanziali e migratori popolano tale ambiente (oche, gabbiani, cigni reali, aironi, sterne), ricchissimo di vegetazione spontanea di canne palustri, limonio e giunchi, dove trovano l’ambiente ideale per nidificare o trascorrere l’inverno durante le migrazioni. Ricchissima è la presenza ittica di specie tipicamente lagunari (molluschi, seppie, calamari, polipi, mitili, razze, spigole orate, gamberi). L’oasi è meta di escursioni organizzate su imbarcazioni appositamente attrezzate.

La laguna in barca

E’ possibile scegliere, inoltre, tra diverse gite in barca in laguna, con motonavi che portano a vedere da vicino la natura incontaminata di questi luoghi oppure house boat a noleggio. Prima di salpare immancabile la visita del centro storico di Marano Lagunare, dove svetta la torre “millenaria”, tra il susseguirsi di calli e piazzette, testimonianza del passaggio della Repubblica di Venezia, che governò queste terre dal Quattrocento alla fine del Settecento.

Evento da non perdere

La processione di San Vito, ogni anno il 15 giugno, o la domenica successiva. Un rito che nasce nel Trecento per scongiurare i pericoli che insidiano i pescatori e commemorare quelli che hanno perso la vita in mare. Salire su una delle barche in processione nella laguna regala un’esperienza di particolare suggestione.

I CASONI

All’interno della Laguna, tra i canali formati dalle barene, si possono trovare i caratteristici “Casoni“. Sono costruzioni abitative originariamente costruite dai pescatori del luogo per trovarvi riparo durante le battute di pesca o luogo di riposo tra una pescata e l’altra prima del rientro a pesca finita. La loro struttura è formata da fasci di canne lacustri opportunamente assemblate, composte di un unico locale a pianta rettangolare o circolare con un focolare al centro. Oggi sono meta turistica e didattica. Alcuni Casoni, di proprietà privata, sono stati attrezzati per ospitare piccole compagnie per trascorrere una giornata diversa mangiando un piatto tipico di pesce quali l’anguilla ai ferri o le “sarde in saor” degustare un buon bicchiere di vinello locale, vivendo alcuni momenti magici con la natura con il profumo dell’aria salmastra che circonda tutto.

L’ISOLA DELLE CONCHIGLIE

L’isola di Martignano, grossa barena sedimentale, più nota come “isola delle conchiglie”, sorge di fronte all’estremo est della penisola di Lignano da cui dista poche centinaia di metri. Ricchissima di flora e fauna rappresenta un luogo ideale per gli escursionisti amanti della natura incontaminata, che la frequentano assiduamente durante tutta l’estate. Il suo litorale verso il mare aperto è composto di sabbia ancor più dorata di quella di Lignano. Oltre che per la balneazione in acque pulitissime, i bagni di sole, le passeggiate al suo interno alla ricerca di qualche specie avicola rara, o la raccolta di splendide conchiglie che il mare riporta sulla spiaggia, l’isola è meta abituale di “Kiters” poiché ha brezze ideali per gli amanti di questo sport, che ne hanno fatta la loro sede abituale. “L’isola delle conchiglie” raggiungibile in pochi minuti anche da piccole imbarcazioni consente di trascorrere una giornata immaginandosi di essere per un momento “Robinson Crosue”.

FOCE TAGLIAMENTO

Il fiume Tagliamento con il suo lento scorrere verso il mare in cui sfocia all’estremo ovest della penisola di Lignano, fa da confine con la limitrofa Regione Veneto. Il corso d’acqua è navigabile per molti kilometri dalla foce, le sue sponde sono ricche di vegetazione, alberi e macchia mediterranea. I sui colori l’azzurro delle acque e il verde delle pinete adiacenti ne fanno meta di escursioni in barca anche di dimensioni più grosse, è di frequenti gite in bicicletta o a cavallo lungo le sue sponde. Le sue acque sono ricche di pesci tipici dell’ambiente salmastro. Gli amanti della pesca possono praticare il loro sport preferito catturando prede quali spigole o branzini (come sono chiamati da queste parti), cefali o anguille anche di notevole taglia. Quando la stagione lo permette lungo le sue sponde, in mezzo alla pineta si possono raccogliere more selvatiche o germogli di piante commestibili, con cui i locali preparano squisite pietanze.